.:: Apocalypse Please ::.
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giovedì, 21 settembre 2006
 

Finalmente la partenza (ovvero la mia vacanza) si avvicina...Sabato a quest'ora dovrei essere in giro per le strade di Zaragoza alla ricerca di un bel ristorantino. Eh sì, la Spagna mi attende e con essa anche l'uragano Gordon che è in arrivo, ma io  sono fatalista: se mi succederà qualcosa sarà perchè qualcuno da lassù aveva stabilito così già da tempo immemore.
In ogni caso volevo riportare uno scritto di Paulo Coelho dal libro "Sono come il fiume che scorre", una raccolta di racconti e frammenti di diario pubblicati in un unico libro. In poche pagine l'autore suggerisce 9 regole per lui fondamentali per viaggiare (non riporto la premessa e taglierò qualche cosina).

.:: Viaggiare in Maniera Diversa ::.

<< [...] 1- Evita i musei. Può sembrare un consiglio assurdo, ma proviamo a riflettere: se ti trovi in una città straniera, non è molto più interessante andare alla ricerca del presente, piuttosto che inseguire le tracce del passato? Accade che ci si sente obbligati a visitare i musei perchè, fin da piccoli, si è imparato che viaggiare significa ricercare questo tipo di cultura. E' evidente che i musei sono importanti, tuttavia richiedono un impegno di tempo e una certa obiettività: devi sapere bene ciò che desider vedere, oppure uscirai da un museo con la sensazione di aver visto un buon numero di cose fondamentali per la tua vita, senza ricordare quali siano [io aggiungo: parole sante!!!].
2- Frequenta i bar. Al contrario dei musei, è lì che si manifesta la vita della città. I bar non sono luoghi d'intrattenimento come le discoteche, ma locali nei quali si va per consumare una bevanda, sempre disposti a una chiacchierata. Compra un giornale e fermati a osservare chi entra e chi esce. Se qualcuno ti rivolge la parola, accetta la conversazione, per quanto futile ti possa sembrare: non si può giudicare la bellezza di un cammino limitandosi a gaurdare l'arco che ne segna l'inizio.
3- Sii disponibile. La migliore guida non lavora in un'agenzia turistica: è un abitante del posto, che conosce ogni cosa ed è orgoglioso della propria città. Cammina lungo una strada, scegli la persona che ti sembra adatta a condividere con te le bellezze della località e chiedi informazioni.
4- Cerca di viaggiare da solo o, se sei sposato, con il tuo coniuge. Sarà più faticoso, nessuno si occuperà di te, ma soltanto in questa maniera sarai in grado di lasciare veramente il tuo paese. I viaggi di gruppo sono un modo piuttosto discutibile di visitare uno stato estero, giacchè si continua a parlare la propria lingua, a obbedire alle scelte di un capo-comitiva,ecc.
5- Non fare confronti. Non confrontare nulla- nè prezzi, nè pulizia, nè qualità della vita... Non stai viaggiando per dimostrare che nel tuo paese si vive melgio che altrove: la tua ricerca è mirata a consocere come vivono gli altri.
6- Abbi la consapevolezza che tutti sono in grado di capirti. Anche se non parli la lingua locale, non avere paura: io sono stato in molti luoghi dove non avevo alcuna possibilità di comunicare attraverso la parola ma, alla fine, sono sempre riuscito a trovare aiuto, indicazioni, suggerimenti importanti e persino qualche innamorata.
7- Non comprare tanti oggetti. Spendi il tuo denaro per cose che non dovrai trasportare: spettacoli teatrali, ristoranti, escursioni. Al giorno d'oggi, con il mercato globale e con internet, puoi procurarti ogni bene senz dover pagare per il bagaglio in eccedenza.
8- Non tentare di vedere il mondo in un mese. Ha più valore fermarsi in una città 4 o 5 giorni che visitare 5 città in una settimana. Una città è come una donna capricciosa: ci vuole tempo perchè si lasci sedurre e si mostri completamente.
9- Un viaggio è un'avventura. Henry Miller diceva che è molto più importante scoprire una chiesa ignorata da tutti che andare a Roma e sentirsi in obbligo di visitare la Cappella Sistina con 200 mila turisti che ti strillano nelle recchie. Recati pure ad ammirare la Cappella Sistina, ma scegli anche di girovagare per le strade, di camminare per i vicoli: assapora la libertà di essere alla ricerca di una cosa che ignori, ma che di sicuro troverai - è qualcosa che cambierà la tua vita. >>

Credo che a grandi linee mi rifarò a queste nove regolette: non che ci fosse bisogno che me lo dicesse Paulo Coelho di frequentare i bar, i ristoranti...ma comunque... Mi sa che però qualche cosa a casa lo porterò e so anche di che genere sarà (abbigliamento e accessori vari). Ci sentiamo al mio ritorno.



danzato con l'anima da °22settembre2003° | 21/09/2006 21:34 |varie ed eventuali, famous authors | commenti (3) |







sabato, 16 settembre 2006
 

.:: I sette vizi capitali ::.

I partecipanti di questo gioco devono pubblicare nei loro blog un post intitolato "I 7 vizi capitali" e scrivere il proprio pensiero riguardo ognuno dei vizi.

I blogger invitati a partecipare riporteranno questo regolamento e nomineranno altri 7 blogger a partecipare.Non ci si deve dimenticare a lasciare 1commento nei blog dei blogger nominati con scritto "Vieni a leggermi e confessami i tuoi peccati".

1- Superbia:  "Il superbo è una persona innamorata della propria superiorità, vera o presunta, per la quale si aspetta un riconoscimento"...definizione che proprio non mi si addice. Non mi ritengo affatto superiore a nessuno caratterialmente e umanamente parlando (razzialmente parlando, forse sì)...

2- Lussuria: purtroppo o per fortuna già la parola in sè (a mio avviso) ha qualcosa di accattivante. Lusso - Lussuria...il passo è breve. Mi piace far l'amore, ma non a tal punto da rendere la persona e il suo corpo una cosa unica. Tendo sempre a distinguere bene le due cose.

3- Accidia:  Se vogliamo vederla come apatia direi che non mi appartiene: non sopporto le persone di natura apatica (ovvero che lo sono sempre e lo saranno fino alla morte), indifferenti a tutto e a tutti, che non si interessano delle problematiche della vita e di cosa li criconda. Ammetto però di avere i miei periodi di apatia (o depressione?) e di vedere la vita come un qualcosa di insormontabile.

4- Gola: Diciamo che non potrei vivere senza la cioccolata,ma a parte questo la mia golosità è limitata.

5- Ira: Odio le sceneggiate in pubblico. Odio quando si alza la voce in presenza di estranei e odio mostrare la mia ira al cospetto di persone che non conosco, ma tra le mura di casa ammetto che "quando-ci-vuole-ci-vuole"...

6- Avarizia: Non mi appartiene affatto. Anzi...se è il caso privo me stessa di determinate cose per far star bene gli altri.

7- Invidia: Mha, la mia al massimo è un'invidia buona, quella che ti sprona a far meglio e a raggiungere un obiettivo. Vorrei pensarla come te, mia cara
Bambolina bionda, e dire che "non ho niente da invidiare a nessuno"...certamente vivrei meglio. Ma non ce la faccio proprio.

Passo il testimone a:
.:Cucciolo52:., .:Mary Kate:., .:Bambola rosa:., .:Korus:., .:Roxie111:.



danzato con l'anima da °22settembre2003° | 16/09/2006 12:02 |test, frammenti di follia | commenti (9) |







martedì, 12 settembre 2006
 

Dio come mi sento sola...in pochi momenti nella mia vita mi sono sentita così abbandonata. Eppure so di non esserlo. Molte persone a me care mi hanno dato la loro completa disponibilità.
Ma forse l'abbandono proviene da qualcosa di più grande, più coinvolgente. Forse sono le mie forze a lasciarmi. Forse è la mia mente a vedere la solitudine là dove non c'è.
Una cosa è certa: vorrei che qualcuno mi stringesse forte e non mi lasciasse mai.


.:: Inno a Iside ::.

Perchè io sono la prima e l'ultima.
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la mamma e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che dà la luce a colei che non ha mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creò.
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliuolo respinto.
Rispettatemi sempre,
poichè io sono la scandalosa e la magnifica.


[ Inno a Iside, III o IV secolo a.C.]


danzato con l'anima da °22settembre2003° | 12/09/2006 23:51 |frammenti di follia | commenti (15) |







domenica, 10 settembre 2006
 

.:: Vergogna ::.

Occhi bassi,
sguardo colpevole.
Un "ciao" detto con un filo di voce imprcettibile...
e tanta frustrazione in corpo.
Mi vergogno tremendamete.
Con che coraggio posso dichiarare l'ennesimo fallimento?






danzato con l'anima da °22settembre2003° | 10/09/2006 10:09 |frammenti di follia | commenti (8) |







martedì, 05 settembre 2006
 

Tutti quanti seguitemi, seguitemi, seguitemi, seguitemi
Tutti quanti seguitemi, seguitemi, seguitemi....

Non mi passa il mal di stomaco, certi fatti mi danno il vomito

Io non la chiamerei follia
ho una voglia di evadere che mi porta via
lavoro troppo e non sono mai a casa mia
accumulo stress te l'ho detto è anche colpa mia;
se avessi fatto il corso di farmacia
a quest'ora avrei una laurea e comunque sia
dimmi quanti laureati hanno la garanzia
di non finire lavapiatti in pizzeria
[...]

- "Mal di stomaco" di Fabri Fibra -



danzato con l'anima da °22settembre2003° | 05/09/2006 10:09 |frammenti di follia, famous authors | commenti (10) |